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LA CASCINA CREMONESE

Cascina Farisengo vista aerea con drone

L’origine del nome “cascina” deriva dall’antico vocabolo “càscio” ovvero cacio, luogo dove si pasturavano le vacche per poi ottenere il burro e il formaggio.

Nella cascina lombarda, tipicamente di forma quadrata o a “corte chiusa” per esigenze di sicurezza, i fabbricati per la produzione e gli spazi abitativi erano disposti secordo un criterio gerarchico intorno ad una corte centrale: l’aia. Proprio l’aia, cioè la vasta superficie al centro del cortile, rappresentava il punto di riferimento per tutta la comunità e per le varie attività di lavoro: sull’aia venivano date le direttive per le varie mansioni, sempre sull’aia venivano stesi i cereali appena raccolti. per asciugare al sole, sull’aia giocavano i bambini e sull’aia avveniva la divisione del granoturco tra i lavoratori.

La casa padronale che si distingueva da tutti gli altri edifici ed era spessa provvista di giardino autonomo, si trovava tipicamente a sud. Solitamente, di fronte alla casa padronale a nord era situata la stalla dei bovini da latte (un tipico stallone a pianta rettangolare a tre corsie) con sovrastante fienile e granaio. Sui lati si susseguivano i porticati o barchessali, ricovero per le varie macchine agricole e per le scorte dei cereali.
Seguivano poi le scuderie dei cavalli e le porcilaie. Sempre sui lati si trovavano le case dei contadini. Nelle cascine più grandi era inoltre presente anche una cappella e la cosidetta “ghiacciaia” un enorme frigorifero naturale.

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Le tipologie di cascina cremonese erano:

Cascina paese, chiamata così per la sua ampiezza e il numero di famiglie che vi abitavano all’intenro (superiori alle 15-20 pari a oltre 120 persone). Era una piccola comunità autosufficiente;

Cascina lavoro, molto più piccola e solitamente aperta, si caratterizzava per la presenza di qualche casa contadina ma non aveva la casa padronale;

Cascina palazzo, come Cascina Farisengo, si caratterizzava per avere le caratteristiche della cascina lombarda ma al contempo anche la presenza di una casa padronale importante, che ricordava i palazzi cittadini dell’epoca, e un grande giardino autonomo.

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