sfogliasgranatrice e locomobile in cascina Farisengo
sfogliasgranatrice e locomobile in cascina Farisengo

Si chiama “Turismo delle Radici” o “Turismo delle origini” e coinvolge tutte quelle persone che tornano verso il Paese di origine della propria famiglia per riavvicinarsi alle radici della propria storia familiare e culturale. In Italia è un fenomeno in aumento, che coinvolge tra i 60 e gli 80 milioni di persone provenienti da tutto il mondo (dati Enit-Agenzia nazionale del turismo).

Chi è il turista delle radici e cosa cerca

Nel turismo delle radici, chi torna verso il Paese di origine lo fa spinto da un grande interesse culturale e storico e dalla voglia di riappropriarsi delle tradizioni di un territorio, e in qualche modo di diventarne “Ambasciatore nel mondo”.

La sua ricerca riguarda luoghi, lingua, cucina, persone… ma è soprattutto la voglia di sentirsi parte di un mondo. Chi arriva in Italia con questo obiettivo, desidera portarsi a casa esperienze positive e relazioni umane. Il compito delle strutture ricettive e degli operatori turistici è quello di facilitare questo ritorno alle origini, nel promuovere percorsi alla riscoperta del territorio e delle tradizioni di un tempo.

donna contadina al lavoro in una cascina cremonese
Turismo delle radici: riscoperta delle tradizioni e dei lavori della vita contadina in campagna in cascina

Turismo delle radici: la nostra esperienza

Vi raccontiamo due recenti incontri che ci hanno riguardato direttamente come Agriturismo Cascina Farisengo.

Lo spirito investigativo di Esther e Jan

Nel primo caso, abbiamo ospitato una coppia di fratelli olandesi, Esther e Jan, che hanno scelto di venire in Lombardia per ripercorrere la storia della loro famiglia. Volevano in particolare scoprire dove si trovava la casa del nonno, tra Cremona e Brescia, e conoscere meglio il territorio di origine.

Quando ci hanno mostrato la vecchia foto stropicciata in bianco e nero in cui il nonno sostava davanti alla casetta, siamo rimasti molto colpiti. Inutile dirvi che abbiamo cercato di dare una mano, per quanto potevamo, facendo qualche telefonate in italiano ai vari uffici comunali, dato che loro non conoscevano la lingua.

Animati da passione e da spirito investigativo, i due fratelli sono riusciti ad accedere all’ufficio del Catasto e a risalire nei registri degli anni passati fino a individuare il terreno e la proprietà della loro famiglia. Bisogna dirlo: è stato merito anche di un gentile funzionario che ha dato accesso ai documenti dimostrando ancora una volta come tutta l’Italia sia spinta da un forte senso di accoglienza e generosità.

La soddisfazione di Esther e Jan è stata davvero grande. Sono andati a visitare il terreno dove un tempo sorgeva la casa di famiglia. Hanno potuto chiedere informazioni, fare fotografie e riempirsi di belle immagini prima di rientrare in Olanda.

Dal Brasile, sulle tracce dei bisnonni in campagna

Nel secondo caso, è arrivata una famiglia al completo: due nonni, due genitori e due nipotini. Marcela e i suoi genitori arrivavano dal Sud America e più precisamente dal Brasile, mentre John, il marito, era norvegese.

Volevano capire com’era la vita in cascina perché gli antenati della famiglia di Marcela erano stati contadini e avevano vissuto nella campagna cremonese, proprio in una cascina.

È stata un’emozione vedere come prendevano appunti a proposito di ogni cosa che andavamo a spiegare o a raccontare su come funzionava la vita in cascina e sui vari strumenti della civiltà contadina. Durante il loro breve soggiorno hanno anche visitato il cimitero del paese vicino alla ricerca della lapide degli antenati e sono andati nei luoghi dove avevano vissuto.

Ci hanno lasciato con gli occhi pieni di gioia e di calore, felici per essere riusciti a fare questo piccolo salto nel passato della loro famiglia. E noi, allo stesso modo, li abbiamo salutati con amicizia, orgogliosi di aver contribuito a dare significato al loro viaggio verso le origini.